Nel comune di Brienza, all'uscita Pozzi della S.S. 598 (Basilicata, P.N. Val D'Agri Lagonegrese Appennino Lucano) una stradina fra i boschi permette di raggiungere una radura che al centro ospita una quercia gigantesca e secolare, fra le più vecchie d'Italia, la quale con i suoi ramificati e contorti rami sembra coprire l'intera zona circostante. Nonostante gli anni, fino a qualche mese fa questo gigante si presentava in perfetta salute mostrando la sua solidità e imperturbabilità al tempo. Tuttavia, oggi, la testimonianza del suo non perfetto stato di conservazione, è rappresentato da un atipico muro di cemento costruito nell'incavo del tronco per impedire azioni vandaliche come quelle che si sono verificate ultimamente. L'incavo del tronco, era stato ripetutamente dato al fuoco da alcuni ignoti, i quali dopo aver banchettato all'ombra dell'imponente albero avevano avuto l'assurda idea di ringraziarlo con un indegna e vergognosa azione. A peggiorare la situazione successivamente ha contribuito la bizzarra trovata architettonico-naturalistica pensata per ripristinare il tronco bruciato ma in netto contrasto con tutto l'ambiente circostante, infatti la sua realizzazione è stata effettuata da una ditta non troppo attenta all'estetica che a conclusione dei lavori ha anche abbandonato nella zona sottostante la quercia il materiale da costruzione inutilizzato. A denunciare il fatto è l'Associazione Iniziativa Sociale La Casa dei Cittadini di San Pietro al Tanagro in particolar modo dal presidente Giovanni Procaccio e dal naturalista Dott. Arsenio Cutolo responsabile dell'associazione per la salvaguardia ambientale. Quest'ultimi dichiarano che l'accaduto rileva due aspetti negativi importanti da non sottovalutare, il primo è quello della non conoscenza, da parte di alcuni, dell'importante valore naturalistico dell'albero in oggetto, uno dei pochi presenti in Italia, basta solo pensare che la vita di tantissime specie di uccelli forestali dipende proprio dalla presenza di grandi alberi come questo, il secondo aspetto negativo è l'incapacità da parte degli organi competenti di tutelare e difendere una specie vegetale dalla notevole valenza ecologica che da sola basterebbe allo sviluppo turistico dell'intera zona richiamando per una sua visita gli amanti della natura di tutto il mondo. L'Associazione, spera, che con l'arrivo dell'estate e quindi di potenziali visitatori del posto, il Comune e il Corpo forestale dello Stato insieme all'intera popolazione del posto facciano il possibile per preservare questo monumento naturale per il quale attualmente non viene riconosciuto il particolare pregio naturalistico e che inoltre vengano individuati e puniti gli autori dei danni arrecati all'albero. La salvaguardia di questi posti risulta di particolare importanza ai fini della diversità biologica, della tutela idrogeologica del suolo, e dello sviluppo dell'ecoturismo. Il naturalista conclude affermando che la società contemporanea deve rendersi conto che preservare l'ambiente naturale è nel proprio interesse e in quello delle generazioni future soprattutto se si tiene conto che le risorse naturali sono beni finiti e non infiniti. Sarà utile quindi in futuro monitorare questi ambienti e formare nuove generazioni di tecnici, persone curiose e appassionate che uniscano il rispetto e l'entusiasmo per le "cose belle" della natura. Per visionare reportage fotografico: http://www.olambientalista.it/territorioart6.htm ; http://spaces.msn.com/members/notiziedaiparchi/
INIZIATIVA SOCIALE - LA CASA DEI CITTADINIUfficio Stampa e Pubblica Informazione Giuseppe Procaccio
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