Nei giorni scorsi la Procura di Santa Maria Capua Vetere, che si è occupata dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici anche nel Vallo di Diano, ha ordinato il dissequestro dei terreni insistenti nel comune di San Pietro al Tanagro che erano stati interessati dall’operazione denominata Chernobyl. A quanto pare i risultati delle analisi forniti dal nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Salerno, in linea con il parere dell’Arpac, hanno ridimensionato il problema della tossicità delle sostanze rilasciate illegalmente sul territorio non ravvisando situazioni di pericolo per la salute dei cittadini.
“Il risultati delle analisi condotte dal Noe di Salerno – commenta Giovanni Graziano, coordinatore di Alleanza Nazionale per il Vallo di Diano – rappresentano una notizia certamente positiva ma che comunque non ci deve far rilassare rispetto ad un problema che di certo non trova soluzione definitiva nel dissequestro dei terreni interessati dall’operazione Chernobyl che comunque sono solo una parte rispetto ai 14.000 metri quadrati soggetti all’ordinanza di sequestro originaria emanata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere”.
In effetti i sigilli di sequestro vennero apposti a soli 4.000 dei 14.000 metri quadrati interessati dall’ordine di sequestro ma la preoccupazione della destra locale è alimentata dal fatto che comunque non ci si è mai occupati dei terreni viciniori all’area contaminata e tanto meno delle falde acquifere che corrono nel sottosuolo.
“Alleanza Nazionale – riprende Graziano – sin da subito sollecitò l’intervento delle istituzioni, invitò tutti i sindaci del comprensorio di costituirsi parte civile nel processo così come sollecitò la conferenza dei sindaci ad essere parte in causa, di concerto con l’azienda sanitaria locale, per seguire e monitorare l’evolversi della situazione. Io stesso – continua il coordinatore comprensoriale del partito di Fini - partecipai ad un pubblico dibattito sull’argomento con l’assessore provinciale all’ambiente dove lo invitai a farsi carico della problematica nell’ambito delle precipue responsabilità e competenze. L’unica risposta che abbiamo ricevuta è un generale ed assordante silenzio”.
La denuncia di Alleanza Nazionale, dunque, si sposta sugli amministratori locali, accusati di rimanere inetti al cospetto di un problema grave che va ben oltre la mera operazione Chernobyl e che attiene alla salute dei cittadini.
“La questione dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici – attacca ancora Giovanni Graziano – non si esaurisce nell’affare Chernobyl ma si inquadra in un’attività criminale ben più ampia che da tempo avvelena il nostro territorio, altrimenti come si spiegano le statistiche delle patologie tumorali che nel Vallo di Diano superano la media nazionale? Eppure non viviamo nel triangolo industriale. Possibile – si chiede l’esponente di Alleanza Nazionale – che nessuno si preoccupi di un fenomeno i cui indicatori hanno superato la soglia di allarme?”.
Le parole di Graziano sono indirizzate soprattutto a chi, sindaco del comune maggiormente interessato, avrebbe dovuto intervenire quantomeno per dovere di istituto.
“Sono rimasto sconcertato – è un fiume in piena Giovanni Graziano – nel leggere sui giornali le dichiarazioni del sindaco di San Pietro al Tanagro che si diceva totalmente all’oscuro dei risultati delle analisi e delle conseguenti disposizioni di dissequestro ordinate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Possibile che non gli interessi nulla di ciò che accade nel proprio comune, possibile che non abbia a cuore la salute dei cittadini amministrati? Eppure un sindaco ha precise responsabilità in materia essendo autorità di governo sul territorio e responsabile della pubblica sicurezza”.
A breve si attendono i risultati sugli altri terreni posti ancora sotto sequestro, alcuni dei quali ricadenti nel territorio del comune di Sant’Arsenio, e le relative determinazioni della competente procura di Santa Maria Capua Vetere.
“Il risultati delle analisi condotte dal Noe di Salerno – commenta Giovanni Graziano, coordinatore di Alleanza Nazionale per il Vallo di Diano – rappresentano una notizia certamente positiva ma che comunque non ci deve far rilassare rispetto ad un problema che di certo non trova soluzione definitiva nel dissequestro dei terreni interessati dall’operazione Chernobyl che comunque sono solo una parte rispetto ai 14.000 metri quadrati soggetti all’ordinanza di sequestro originaria emanata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere”.
In effetti i sigilli di sequestro vennero apposti a soli 4.000 dei 14.000 metri quadrati interessati dall’ordine di sequestro ma la preoccupazione della destra locale è alimentata dal fatto che comunque non ci si è mai occupati dei terreni viciniori all’area contaminata e tanto meno delle falde acquifere che corrono nel sottosuolo.
“Alleanza Nazionale – riprende Graziano – sin da subito sollecitò l’intervento delle istituzioni, invitò tutti i sindaci del comprensorio di costituirsi parte civile nel processo così come sollecitò la conferenza dei sindaci ad essere parte in causa, di concerto con l’azienda sanitaria locale, per seguire e monitorare l’evolversi della situazione. Io stesso – continua il coordinatore comprensoriale del partito di Fini - partecipai ad un pubblico dibattito sull’argomento con l’assessore provinciale all’ambiente dove lo invitai a farsi carico della problematica nell’ambito delle precipue responsabilità e competenze. L’unica risposta che abbiamo ricevuta è un generale ed assordante silenzio”.
La denuncia di Alleanza Nazionale, dunque, si sposta sugli amministratori locali, accusati di rimanere inetti al cospetto di un problema grave che va ben oltre la mera operazione Chernobyl e che attiene alla salute dei cittadini.
“La questione dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici – attacca ancora Giovanni Graziano – non si esaurisce nell’affare Chernobyl ma si inquadra in un’attività criminale ben più ampia che da tempo avvelena il nostro territorio, altrimenti come si spiegano le statistiche delle patologie tumorali che nel Vallo di Diano superano la media nazionale? Eppure non viviamo nel triangolo industriale. Possibile – si chiede l’esponente di Alleanza Nazionale – che nessuno si preoccupi di un fenomeno i cui indicatori hanno superato la soglia di allarme?”.
Le parole di Graziano sono indirizzate soprattutto a chi, sindaco del comune maggiormente interessato, avrebbe dovuto intervenire quantomeno per dovere di istituto.
“Sono rimasto sconcertato – è un fiume in piena Giovanni Graziano – nel leggere sui giornali le dichiarazioni del sindaco di San Pietro al Tanagro che si diceva totalmente all’oscuro dei risultati delle analisi e delle conseguenti disposizioni di dissequestro ordinate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Possibile che non gli interessi nulla di ciò che accade nel proprio comune, possibile che non abbia a cuore la salute dei cittadini amministrati? Eppure un sindaco ha precise responsabilità in materia essendo autorità di governo sul territorio e responsabile della pubblica sicurezza”.
A breve si attendono i risultati sugli altri terreni posti ancora sotto sequestro, alcuni dei quali ricadenti nel territorio del comune di Sant’Arsenio, e le relative determinazioni della competente procura di Santa Maria Capua Vetere.

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