E’ partita la sfida, la sfida per il cambiamento, per dare una speranza di futuro alla nostra comunità e dare una prospettiva di certezza alle giovani generazioni. Una sfida esaltante che vede protagonista una nuova generazione, volti nuovi ed idee nuove per il rilancio non solo di San Pietro al Tanagro ma dell’intero Vallo di Diano. Una sfida, dunque, ardua ed impegnativa ma proprio per questo oltremodo stimolante.
La discesa in campo della Casa dei Cittadini, però, non vuole essere una semplice scalata al potere per il ricambio della classe dirigente. Noi vogliamo cambiare lo stato delle cose, vogliamo farlo in profondità, e solo in questo trova fondamento la necessità di mettere fine all’esperienza amministrativa di persone che hanno fatto il loro tempo ed hanno interpretato l’esperienza pubblica come occasione di tornaconto personale. Scendiamo in campo non contro qualcuno ma per qualcosa.
Il cambiamento vero, però, quello profondamente autentico, necessità del contributo di tutti. La rappresentanza amministrativa non può essere un “assegno in bianco” e mai come in questa circostanza occorre la partecipazione collettiva della comunità.Partecipare, dunque, diventa una missione civica, una missione per liberarci dalla cappa di potere che da troppi anni ci opprime, per spogliarci delle vesti di sudditi e rimettere la corazza di cittadini. Solo così saremo, finalmente, protagonisti del nostro presente ed artefici del nostro futuro.
La discesa in campo della Casa dei Cittadini, però, non vuole essere una semplice scalata al potere per il ricambio della classe dirigente. Noi vogliamo cambiare lo stato delle cose, vogliamo farlo in profondità, e solo in questo trova fondamento la necessità di mettere fine all’esperienza amministrativa di persone che hanno fatto il loro tempo ed hanno interpretato l’esperienza pubblica come occasione di tornaconto personale. Scendiamo in campo non contro qualcuno ma per qualcosa.
Il cambiamento vero, però, quello profondamente autentico, necessità del contributo di tutti. La rappresentanza amministrativa non può essere un “assegno in bianco” e mai come in questa circostanza occorre la partecipazione collettiva della comunità.Partecipare, dunque, diventa una missione civica, una missione per liberarci dalla cappa di potere che da troppi anni ci opprime, per spogliarci delle vesti di sudditi e rimettere la corazza di cittadini. Solo così saremo, finalmente, protagonisti del nostro presente ed artefici del nostro futuro.

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